John Gibbon e la Heart-Lung Machine nella letteratura
John Gibbon nella prosa
Considerando i testi in prosa, è senza dubbio constatare che vi siano molti scritti di carattere tecnico-scientifico illustranti il funzionamento e la progettazione della macchina cuore-polmone. Oltre a ciò, vi sono numerosi articoli, sia storici, sia rievocativi che trattano l'importante scoperta.
Per quanto riguarda le opere che non siano pubblicazioni scientifiche è rilevante l'opera
A Dream of the Heart: The Life of John H. Gibbon, Jr. Father of the Heart-Lung Machine di Harris B. Shumacker, pubblicato nel 1999.Non si tratta solo di una semplice biografia di Gibbon; Shumacker, cardiochirurgo collega dell'inventore della macchina cuore-polmone, traccia inoltre una storia della cardiochirugia e degli antenati di Gibbon.
Non è nemmeno una semplice ricostruzione storica, per il fatto che l'opera non sempre cita le fonti necessarie, così come il genere storiografico raccomanda, ma è perlopiù uno scritto a carattere divulgativo, per avvicinare il lettore al mondo della cardiochirurgia. Infatti, non mancano diversi commenti e riferimenti personali dell'autore e diverse sezioni più romanzate.
HLM nei versi
Per quanto riguarda, la macchina cuore-polmone, quest'ultima appare nella poesia The Halving, il 'dimezzamento' di Robin Robertson, poeta ed editore scozzese. Di seguito si riporta il testo originale e la relativa traduzione in prosa.
THE HALVING
General anaesthesia; a median sternotomy
achieved by sternal saw; the ribs
held aghast by retractor; the tubes
and cannulae drawing the blood
to the reservoir, and its bubbler;
the struggling aorta
cross clamped, the heart chilled
and stopped and left to dry.
The incompetent bicuspid valve excised,
the new one - a carbon-coated disc, housed
expensively in a cage of tantalum -
is broken from its sterile pouch
then heavily implanted into the native heart,
bolstered, seated with sutures.
The aorta freed, the heart re-started.
The blood allowed back
after its time abroad
circulating in the machine.
The rib-spreader relaxed,
the plumbing removed, the breast-bone
lashed with sternal wires, the incision closed.
Four hours I'd been away: out of my body.
Made to die then jerked back to the world.
The distractions of delerium
came and went and then,
as the morphine drained, I was left with a split
chest that ground and grated on itself.
Over the pain, a blackness rose and swelled;
'pump-head' is what some call it
- debris from the bypass machine
migrating to the brain - but it felt
more interesting than that.
Halved and unhelmed,
I had been away, I said to the ceiling,
and now I am not myself.
Robin Robertson, The Halving, tratto da Hill of Doors, Picador, 2013
Traduzione in prosa
Anestesia totale, una sternotomia mediana eseguita da una sega sternale; le coste, inorridite, sono strette dal muscolo retrattore, i tubi e le cannule stanno deviando il sangue verso il serbatoio e il suo filtro. L'aorta in difficoltà è serrata a croce, il cuore viene rilassato, bloccato e lasciato svuotarsi.
La valvola bicuspide malfunzionante viene asportata, mentre una nuova [valvola] - un disco rivestito in carbonio, costosamente conservato in una gabbia di tantalio - viene rimossa dal suo contenitore sterile ed è successivamente impiantata nel cuore nativo, rafforzata e fissata con punti di sutura.
Liberata l'aorta, il cuore ricominciò a battere. Al sangue fu concesso di ritornare, dopo il suo periodo all'estero, quando circolava nella macchina. Una volta rilassato lo spandi-costola, rimossi i tubi, venne fissato lo sterno e l'incisione fu chiusa.
Sono stato via per quattro ore: fuori dal corpo. Fatto morire poi riportato a strappi nel mondo.
Le distrazioni del delirio vennero e se ne andarono e poi, non appena la morfina si prosciugò, fui lasciato con una cassa toracica che si polverizzava e grattava su sé stessa. E sopra il dolore, nasceva e si gonfiava un' oscurità nera, pumphead, così che si chiama -frammenti di bypass che migrano al cervello- ma sembrava più interessante di così. Spezzato a metà e indifeso, dissi al soffitto sono stato via e [adesso] non sono più me stesso.
Di carattere autobiografico, la poesia si divide in due parti, la prima riguarda l'operazione, mentre nella seconda sono affrontate le conseguenze dell'intervento.
L'argomento principale è pumphead, ovvero il trauma psicologico che segue le operazioni a cuore aperto. Si tratta di un vero e proprio fenomeno documentato negli scritti scientifici, insorgente in alcuni pazienti che sono stati assistiti dalla macchina cuore-polmone.
I chiari riferimenti all'invenzione di Gibbon, i.e. le cannule, il serbatoio e il filtro, nonché il termine macchina, servono a sottolineare che il sangue abbandona il corpo, per raggiungere un luogo straniero.
Parallelamente, così come il sangue, l'io lirico si sente trasportato in una dimensione aliena, per poi ritornare nel suo corpo. Allo stesso modo delle ossa dello sterno, il suo animo si sente frantumato a tal punto a causa dell'esperienza extracorporea, rafforzata dal concetto concreto di circolazione extracorporea, il soggetto lirico non si sente più sé stesso.
Informazioni su Harris Shumacker presso il sito del Royal College of Surgeons of England cliccare qui e dell''Università di Yale https://elischolar.library.yale.edu/surgeryimages/40/
Robin Robertson, una biografia della Poetry Foundation di Chicago https://www.poetryfoundation.org/poets/robin-robertson
Opere di Robertson dichiarate dal sito di proprietà del poeta stesso http://robinrobertson.co.uk/books/
Articolo scientifico sull'"effetto" Pumphead a cura di Bruce Stutz pubblicato nel 2008 sulla rivista Scientific American https://www.scientificamerican.com/article/pumphead-heart-lung-machine/
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